Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne  – O.I.V.D.

L’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne – O.I.V.D.(vedi Statuto), è un’associazione laica, autonoma ed indipendente, che include donne e uomini, credenti e non credenti.

E’ stata fondata il 14 marzo 2019 a Bologna con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa da parte di 22 donne rappresentanti delle comunità induista, buddhista, ebraica, cristiana (evangelica e cattolica) e musulmana, ha tra i suoi scopi e obiettivi lo sviluppo di iniziative e di attività di formazione delle giovani generazioni di donne e uomini mirate al contrasto delle violenze sulle donne.

Donne e uomini dell’associazione – credenti o agnostici/che-   sono impegnati, nel rispetto delle diversità di ciascuna/o,  nella denuncia della misoginia che permea la cultura religiosa che ha influenzato, in generale, la società civile, misoginia che contribuisce ad alimentare un immaginario di disconoscimento della integrità femminile, ed irrobustisce strutture che, appellandosi alla tradizione o a una presunta “legge di natura”, rendono invisibile la supremazia maschile diffusa.

La presidente dell’O.I.V.D. è Paola Cavallari, che ha promosso l’associazione già nel 2017 attraverso la realizzazione di una serie di Tavole rotonde interreligiose sul tema: religioni e violenze contro le donne, a seguito delle quali ha avuto origine la formazione dell’Osservatorio.

Attualmente l’associazione, che conta 100 socie/i, residenti in varie città d’Italia, si sta impegnando su vari fronti attraverso la gestione di gruppi di lavoro e gruppi territoriali :

Gruppo Interreligioso:  finalizzato ad un approfondimento del dialogo interreligioso al suo interno;

Gruppo Arte: che ha elaborato la proposta di un bando di concorso per le giovani generazioni, proprio per avviare sperimentazioni artistiche che abbiano come oggetto le violenze maschili contro le donne;

Gruppo Prostituzione: che approfondisce le tematiche relative alla prostituzione con carattere formativo ed informativo per una campagna contro prostituzione/pornografia e per la approvazione di una legislazione neoabolizionista sul modello nordico;

Guppo Anne Soupa, dal nome della Teologa di Lione che ha lavorato sui ministeri e ora sviluppa una campagna contro gli abusi su religiose e minori all’interno della Chiesa cattolica, in particolare chiedendo una Commissione indipendente che indaghi;

Gruppo  Formazione: che cura  modelli didattici/formativi  utili alla prevenzione delle violenze e collabora a progetti  didattici presso  varie agenzie educative.

L’O:I.V.D. si prefigge inoltre progetti di formazione sui temi comuni, nonché una ricerca eco-femminista che metta a tema l’atteggiamento predatorio sull’ambiente e quello corrispettivo verso le donne.

Il perché della scelta delle dizione O.I.V.D. :

  • OSSERVATORIO: per essere come ‘sentinelle nella notte’ ad un confine, soggetti che si collocano DAL MARGINE e da tale prospettiva colgono le risorse dello sguardo fedele alla differenza; per decostruire, smascherare  e denunciare ciò che nella società umilia e offende la soggettività femminile. Non più donne “osservate” su cui il linguaggio e le rappresentazioni  maschili appongono   le loro categorie simboliche,  come fossero l’unica vera e naturale visione del mondo, ma rovesciando la prospettiva come DONNE ATTIVE NELL’OSSERVARE ed esercitare la presa di parola.
  • INTERRELIGIOSO: perché si constata che andro-centrismo e patriarcato sono presenti – chi più chi meno – in tutte le religioni; si vuole dunque intrecciare i saperi e le esperienze con pazienza e coraggio. Donne di diverse fedi si incontrano per riconoscersi nei desideri di una spiritualità autentica, per essere un punto di riferimento, per acquistare insieme consapevolezza delle proprie energie propositive.
  • Sulle VIOLENZE contro le DONNE: per arrivare al cuore del problema delle nostre società che sono inscritte in un ordine simbolico incardinato sulla supremazia maschile. Le violenze non sono solo maschili, ma la stragrande maggioranza di violenze, sia visibili che non appariscenti, sono ad opera di uomini, anche se ciò non è esplicitato. Le donne non saranno forse per definizione migliori degli uomini, ma dentro una società patriarcale la responsabilità fondante dell’ingiustizia di genere è della cultura, dove vige una valenza differenziale dei sessi, e lo status del maschio è segnato dal privilegio, a partire dalle forme del linguaggio.

Attualmente la associazione si sta impegnando su vari fronti:

  • un approfondimento del dialogo interreligioso al suo interno
  • un bando di concorso nelle scuole per avviare sperimentazioni artistiche che abbiano come oggetto le violenze maschili contro le donne
  • una campagna contro prostituzione/pornografia
  • una campagna contro gli abusi su religiose e minori all’interno della Chiesa cattolica
  • progetti di formazione sui nostri temi
  • una ricerca ecofemminista che mette a tema l’atteggiamento predatorio sull’ambiente e quello corrispettivo verso le donne.

Per ora i gruppi regionali operativi sono a

  • Cosenza
  • Emilia/Romagna
  • Trentino