Alla Segreteria generale del Sinodo dei vescovi

Alla Conferenza episcopale italiana 

Carissimi fratelli vescovi, siamo una rete che riunisce più realtà (associazioni, coordinamenti, comunità) della Chiesa italiana, nata per rispondere al vostro invito a promuovere processi sinodali. Da tempo camminiamo insieme con metodo sinodale sia all’interno delle nostre associazioni, sia nell’interazione con tutte le realtà della rete.

In questa fase, abbiamo promosso una serie di incontri online aperti al pubblico per approfondire i punti che il Documento preparatorio del Sinodo dei vescovi ha richiesto al popolo di Dio. Il 20 marzo 2022 i gruppi di donne che partecipano alla Rete sinodale (Centro Italiano femminile della Lombardia, Coordinamento Teologhe Italiane, le Donne delle Comunità cristiane di Base e le molte altre, Donne per la Chiesa, Noi siamo il cambiamento, Ordine della Sororità) hanno convocato un'assemblea sui punti 8 - AUTORITÀ E PARTECIPAZIONE e 9 - DISCERNERE E DECIDERE, prendendo le mosse dalle parole del Vangelo di Marco "Ma lei gli replicò" (Mc 7, 28) che annunciano la "conversione" di Gesù, dopo lo straordinario dialogo con la donna siro-fenicia. L’assemblea, articolata in momenti di preghiera, relazioni di una biblista e di una canonista, ascolto di esperienze di esercizio di un ministero autorevole di donne italiane, tedesche e brasiliane, laboratorio in 14 stanze virtuali cui hanno partecipato 170 donne e uomini con diverse competenze, ha prodotto un ricchissimo patrimonio comune di riflessioni e visioni, impossibile da ridurre nello spazio di un documento.

Confidando in una lettura del testo integrale, ne offriamo comunque una sintesi, così articolata:

- Parole-chiave

- Criticità e omissioni

- Visioni

PAROLE CHIAVE

EXOUSIA:

quando il “replicare” genera.

L’esperienza delle donne insegna che tutta la Chiesa, per seguire il Maestro, ha bisogno della presa di parola di ogni battezzata e battezzato, specialmente di chi sta “sotto la tavola” e può provocare un cambio di prospettiva (Mc 7, 24-30).

AUTORITÀ: quando chi è preposto “autorizza”.

L'autorità autentica “autorizza”, cioè rende le persone autrici della propria vita e vocazione, liberandone abilità e talenti. È un'autorità che genera, che fa fiorire le esistenze, come ci hanno insegnato gli studi di genere e le prassi di comunità soprattutto femminili.

POTERE: quando la potestas si fa servizio.

La potestas ha il suo fondamento nell’iniziazione cristiana e nell’abilitazione a svolgere i tria munera Christi secondo la vocazione propria, le esigenze della comunità e le condizioni storiche. La mancanza di una leadership femminile non è “un problema delle donne”, piuttosto determina una minore autorevolezza della Chiesa tutta e una debolezza dell’attuale assetto dei poteri.

COMUNIONE: quando la gerarchia genera partecipazione

La comunione è gerarchica, ma non secondo lo schema semplicistico alto-basso: in un popolo di uguali nella dignità e nell’agire (can. 208), si realizza una comunione asimmetrica secondo il modello della chiesa apostolica. Si tratta di un paradigma complesso: non una piramide semplice, ma una rete comunionale asimmetrica e multicentrica in una chiesa tutta ministeriale e sinodale.

CRITICITÀ E OMISSIONI

Sul Sinodo

Si rileva una resistenza negli ambiti delle parrocchie e delle diocesi a promuovere un confronto trasparente e un cammino sinodale autenticamente inclusivo.

Sulla Chiesa istituzione

La Chiesa ha urgente bisogno di rivedere certi approcci teologici e certe strutture, per trovare il coraggio di dire: “abbiamo sbagliato, abbiamo messo a tacere i profeti e le profete”. Il mancato riconoscimento dell’autorità delle donne mette in crisi l'intera autorevolezza della Chiesa.

Sul ministero ordinato e i ministeri

Occorre entrare nell’ottica di una Chiesa tutta ministeriale, dove carismi e poteri non vengono riconosciuti solo ai ministri ordinati. In questa prospettiva, si potrà e dovrà ragionare sull’ordinazione delle donne, che non chiedono di replicare un modello clericale.

Sul modello di governo

La sinodalità è molto più impegnativa della monarchia e della democrazia. Il principio Quod omnes tangit, ab omnibus tractari (deliberari) debet permette di contemperare il principio della major pars con il principio della sanior pars (la parte che sostiene l’opinione più vera, più evangelicamente fondata), in una società complessa dove nella comunione esistono diversi centri di autorità che si contemperano a vicenda. “Consultivo” e “deliberativo” nella Chiesa-comunione non possono contrapporsi come nelle società democratiche.

VISIONI

Abbiamo incontrato e intervistato donne che occupano ruoli di guida delle comunità e svolgono ministeri: Lidia Maggi, pastora battista; Sandra Schnell, responsabile parrocchiale nella diocesi cattolica di Essen, dal 2021 nominata guida della parrocchia; Gigliane Leite, laica, che nel 2020 ha assunto la diaconia nella Parrocchia di Santa Cruz in Brasile. Tante, tante donne che ci mostrano i tratti di un'altra Chiesa possibile con proposte, gesti e visioni: la consapevolezza che deriva dall’apporto delle teologie di genere e femministe deve essere assunta dal magistero, può contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza tra le donne ed è uno strumento importantissimo per la formazione dei ministri ordinati.

È necessario un ripensamento del paradigma maschile, disponibile a com-partecipare, segnatamente con le donne e a pari dignità, le prese in carico, le deliberazioni e le relative responsabilità. Nel cammino sinodale, è urgente mettere al centro del dibattito su autorità e partecipazione non solo la questione del femminile, ma anche quella del maschile. Gesù viene mostrato portatore di un modello di mascolinità inedito per la sua epoca e per il suo contesto, disponibile ad ascoltare e imparare dalla donna siro-fenicia e anche a farsi ri-orientare da lei.

“I miei piedi e il mio cuore sono qui in questa prelatura; camminando con questo popolo, così sognato, ci mettiamo insieme a tutti e tutte coloro che sono nello stesso respiro della vita, lo stesso respiro della diaconia, senza perdere mai la speranza…” (Gigliane Leite)

 

29 aprile 2022, Festa di S. Caterina da Siena, Dottora della Chiesa